Persona in meditazione che percepisce le energie sottili in uno spazio naturale
Publié le 17 mai 2024

Contrariamente a quanto si crede, la percezione dell’aura non è un dono mistico per pochi, ma un’abilità sensoriale fisica che si può allenare partendo dal corpo.

  • La vera « chiaroveggenza » inizia con la « chiarosenzienza »: imparare a sentire prima che a vedere.
  • Le tue sensazioni fisiche (calore, pesantezza, formicolio) sono dati concreti per decodificare l’energia ambientale.

Raccomandazione: Smetti di cercare di « vedere » le aure colorate e inizia ad allenare la tua percezione corporea con gli esercizi pratici descritti in questa guida.

Quella strana sensazione di disagio entrando in una casa vuota. Un’attrazione inspiegabile per una persona appena conosciuta, o al contrario, un senso di sfinimento dopo aver passato del tempo in un centro commerciale. Se queste esperienze vi sono familiari, non siete soli. Molte persone sensibili percepiscono queste fluttuazioni energetiche ma, non sapendo come interpretarle, le archiviano come « strane sensazioni » o immaginazione. La cultura popolare e una certa spiritualità superficiale spesso associano la percezione dell’aura alla capacità quasi mitica di vedere aloni colorati, un’abilità che sembra riservata a medium o a individui con doni speciali. Questo approccio intimidisce e allontana chiunque non abbia queste « visioni », lasciandolo con i suoi dubbi e le sue percezioni non decodificate.

E se la chiave non fosse « vedere », ma « sentire »? E se questa sensibilità non fosse un dono magico, ma una facoltà intrinseca del nostro corpo, una sorta di sesto senso dormiente che attende solo di essere risvegliato e allenato? Questo articolo ribalta la prospettiva convenzionale. Qui non parleremo di visioni mistiche, ma di percezione fisica e tangibile. Vi guideremo a trasformare la vostra sensibilità da un’esperienza passiva e a volte confusionaria in uno strumento attivo e consapevole. Imparerete a fidarvi delle vostre sensazioni corporee — il calore, il freddo, la pesantezza, il formicolio — come un vero e proprio linguaggio per leggere l’energia di persone, luoghi e oggetti. Scoprirete che non serve essere dei medium nati, ma solo degli studenti attenti del proprio corpo e dell’ambiente circostante.

In questa guida pratica, esploreremo passo dopo passo come diagnosticare l’energia di un ambiente, come sentire la vibrazione di un cristallo tenendolo in mano e come distinguere un’autentica connessione energetica dal semplice fascino sociale. Vedremo tecniche concrete per gestire la vostra « pelle energetica » e strumenti antichi per resettare il vostro campo aurico. Preparatevi a riscoprire una capacità che avete sempre avuto.

Perché vi sentite a disagio in certe case e come diagnosticare l’energia di una stanza ?

La sensazione di disagio che si prova in certi ambienti non è un’invenzione della vostra mente. È una reazione fisica a un’informazione ambientale. Il nostro corpo, attraverso la sua « pelle energetica », percepisce la qualità dello spazio circostante. Come l’aura umana lascia dei frammenti energetici nei luoghi, anche gli eventi passati o le energie delle persone che hanno vissuto lì possono rimanere impressi, creando un’atmosfera pesante o stagnante. Questa energia « residua » è ciò che il vostro sistema nervoso percepisce come un segnale di allarme, traducendolo in disagio, freddo improvviso o un senso di oppressione. Imparare a diagnosticare queste energie è il primo passo per riprendere il controllo del proprio benessere ambientale.

Non servono strumenti da acchiappafantasmi, ma solo un’osservazione attenta e la fiducia nelle proprie percezioni corporee. La natura stessa ci offre degli indicatori preziosi: gli animali domestici, con la loro sensibilità acuta, evitano istintivamente le zone energeticamente disturbate. Allo stesso modo, punti della casa dove la polvere si accumula più velocemente o dove le piante faticano a crescere possono segnalare un’energia stagnante. Il vostro stesso corpo è il barometro più affidabile: notate dove avvertite un freddo anomalo, una pesantezza sulle spalle o un leggero formicolio. Questi non sono sintomi casuali, ma dati precisi che state raccogliendo dall’ambiente.

Bisogna distinguere tra energia « residua », che è un’eco del passato, e un’energia « attiva », dovuta a influenze correnti come apparecchiature elettroniche o tensioni tra gli abitanti della casa. L’energia residua è spesso costante, mentre quella attiva può variare durante la giornata. Comprendere questa differenza è fondamentale per scegliere l’intervento di pulizia energetica più adeguato. A volte basta aprire le finestre e far circolare aria nuova, altre volte è necessario un intervento più profondo.

Il vostro piano d’azione: Mappare l’energia di una stanza

  1. Osservare i ‘segnali della natura’: Notate dove i vostri animali domestici evitano di stare e dove la polvere tende ad accumularsi più velocemente del normale. Questi sono i primi indizi di un flusso energetico bloccato.
  2. Registrare le sensazioni fisiche: Entrate nella stanza e fermatevi in diversi punti. Registrate mentalmente o su un quaderno se avvertite sensazioni di freddo, pesantezza, brividi o formicolio in aree specifiche.
  3. Distinguere l’energia ‘residua’ da quella ‘attiva’: Osservate se le sensazioni cambiano durante il giorno o in base a chi è presente nella stanza. Questo vi aiuta a capire se il problema è un’eco del passato o un’influenza corrente.
  4. Testare con il ‘gusto energetico’: Lasciate un bicchiere d’acqua coperto in un punto « sospetto » per 24 ore. Poi, senza berla, tenete il bicchiere tra le mani e « sentite » se l’energia dell’acqua appare pesante, frizzante o neutra rispetto a un bicchiere di controllo.
  5. Catalogare le energie percepite: Date un nome a ciò che sentite. È un’energia stagnante (senso di immobilità, mancanza di vitalità), iper-stimolante (caotica, nervosa) o semplicemente densa (pesante, opprimente)?

Iniziare a mappare il proprio ambiente in questo modo trasforma la percezione da passiva ad attiva, rendendovi consapevoli architetti del vostro benessere spaziale.

Come scegliere la pietra giusta tenendola in mano e sentendone la vibrazione ?

Il mercato dei cristalli è saturo di libri e guide che assegnano proprietà specifiche a ogni pietra. Sebbene queste informazioni possano essere un utile punto di partenza, il metodo più potente ed efficace per scegliere un cristallo non si basa sulla conoscenza intellettuale, ma sulla risonanza fisica. Ogni pietra possiede una sua frequenza vibrazionale unica, una sorta di « impronta digitale » energetica. La vostra aura, a sua volta, ha una sua frequenza. Quando la vibrazione di una pietra entra in armonia con la vostra, si crea un effetto di risonanza che il vostro corpo può percepire chiaramente, se sapete come ascoltare. Questo « sentire » è molto più affidabile di qualsiasi descrizione letta su un libro.

Il primo passo è attivare la sensibilità delle mani, i nostri sensori energetici più immediati. Un esercizio semplice consiste nello strofinare vigorosamente i palmi tra loro per circa 30 secondi, fino a generare calore. Successivamente, allontanate e avvicinate lentamente le mani, come se steste comprimendo una palla invisibile. Molte persone, con un po’ di pratica, iniziano a percepire una leggera resistenza, un calore o un formicolio: questa è la percezione del vostro stesso campo energetico. Una volta « accesi » i sensori, siete pronti per interagire con le pietre.

Mani che tengono delicatamente un cristallo sentendone l'energia

Quando prendete in mano un cristallo, chiudete gli occhi e portate tutta la vostra attenzione al palmo della mano. Ignorate il colore o la forma della pietra. Concentratevi sulle sensazioni fisiche: la pietra si scalda immediatamente? Diventa più pesante o più leggera? Sentite un leggero pizzicore o una pulsazione? Queste sono le risposte del vostro corpo alla vibrazione del cristallo. Una pietra che « risuona » con voi provocherà una sensazione chiara e distinta. Al contrario, una pietra non adatta potrebbe risultare « muta », fredda o addirittura sgradevole al contatto. Fidatevi di questa prima impressione fisica, è il vostro sistema energetico che vi parla direttamente.

Un test avanzato è il « Blind Tasting Energetico »: mettete diverse pietre simili in un sacchetto e, a occhi chiusi, estraetene una alla volta, cercando di identificare quella che avevate sentito « vostra » in precedenza. Questo esercizio rafforza la fiducia nella vostra percezione e vi insegna a creare un vero e proprio « vocabolario di sensazioni » per ogni tipo di cristallo.

Scegliere una pietra in questo modo la trasforma da semplice oggetto decorativo a un vero e proprio strumento di armonizzazione personale, un partner vibrazionale scelto dal vostro corpo.

Luce energetica o fascino sociale : cosa state percependo davvero quando qualcuno vi attrae ?

Nelle interazioni umane, siamo costantemente immersi in uno scambio di informazioni non verbali. Spesso confondiamo il carisma, un’abilità sociale costruita e affinata, con la radianza aurica, un’emanazione autentica dello stato interiore di una persona. Il carisma può essere affascinante, magnetico e seducente, ma è spesso una performance. La radianza aurica, invece, è una qualità energetica che si « sente » a un livello più profondo. Ogni essere umano è dotato di un’energia che irradia durante la giornata. Le persone con un’aura luminosa e positiva possono trasmettere sensazioni piacevoli, quasi « caricandovi » di ottimismo, mentre quelle con un’aura densa o contratta possono lasciarvi svuotati e di cattivo umore, anche se il loro comportamento è impeccabile.

La chiave per distinguere le due cose risiede ancora una volta nelle sensazioni fisiche e nell’osservazione dell’effetto che l’interazione ha su di voi. Un’aura radiante e coerente tende a generare nel vostro corpo una sensazione di calore, espansione e nutrimento. Vi sentite a vostro agio, visti, e l’energia sembra fluire liberamente. Al contrario, un carisma puramente sociale, che magari nasconde insicurezza o intenzioni manipolatorie, può essere percepito come « freddo ». Potreste sentirvi mentalmente stimolati ma energeticamente contratti, come se una parte di voi rimanesse in allerta.

Un fenomeno interessante da osservare è la « discordanza aurica »: accade quando il comportamento esteriore di una persona (sorrisi, complimenti, gentilezza) è in netto contrasto con l’energia che percepite (freddezza, pesantezza, falsità). Questo crea un senso di confusione e diffidenza istintiva. È il vostro sistema che rileva un’incongruenza tra il segnale emesso e il messaggio verbale. Un altro segnale sono i « ganci aurici », quella sensazione di essere « agganciati » energeticamente da qualcuno, dove sentite che una parte della vostra energia viene prosciugata o trattenuta anche dopo la fine dell’interazione. Il test definitivo è sempre la valutazione post-incontro: vi sentite più energizzati o più svuotati di prima? La risposta a questa domanda raramente mente sulla vera natura dello scambio energetico avvenuto.

Sviluppare questa consapevolezza vi permette di scegliere relazioni più nutrienti e di proteggervi da quelle che, pur sembrando brillanti in superficie, prosciugano la vostra vitalità.

L’errore di andare al centro commerciale « aperti » : tecniche di chiusura del campo aurico

Entrare in un luogo affollato come un centro commerciale, una stazione o un concerto con il proprio campo energetico completamente « aperto » è come camminare sotto un acquazzone senza ombrello. Si viene inevitabilmente inzuppati. In questo caso, non di acqua, ma di un miscuglio caotico di energie, pensieri ed emozioni altrui. L’aura, o campo energetico, non è un guscio rigido, ma una membrana semi-permeabile che scambia costantemente informazioni con l’ambiente. Questa è una funzione vitale, ma in ambienti ad alta densità diventa un sovraccarico. Non è un caso se, secondo gli esperti del metodo Aura Sehen, dopo essere stati in mezzo a una folla molte persone si sentono confuse, « piene », instabili e poco centrate.

L’errore comune è pensare alla protezione come a un « muro » da erigere. Questo non solo è faticoso da mantenere, ma ci isola anche dalle esperienze positive. Un approccio più efficace e sofisticato è quello di gestire attivamente la permeabilità della propria « pelle energetica ». La chiave è la visualizzazione e l’intenzione. Prima di entrare in un luogo affollato, prendetevi un momento per immaginare la vostra aura, che normalmente si estende per circa un metro intorno a voi, diventare più densa e compatta, riducendosi a pochi centimetri dalla pelle. Immaginatela come un filtro selettivo che lascia passare la luce e le informazioni neutre, ma respinge le emozioni caotiche e le energie intrusive.

Un’altra tecnica potente è portare con sé un' »ancora energetica »: un piccolo oggetto personale, come una pietra, un anello o un ciondolo, che avete tenuto vicino a voi in casa, impregnandolo della vostra energia calma e centrata. Tenerlo in tasca e toccarlo di tanto in tanto in mezzo alla folla funge da punto di riferimento vibrazionale, ricordando al vostro campo aurico la sua frequenza di base e aiutandolo a non « disperdersi » in quella altrui. È fondamentale anche la fase di « decontaminazione » post-folla. Prima di tornare alle vostre attività o di mettervi alla guida, dedicate cinque minuti a rilasciare le energie accumulate: scuotete energicamente mani e piedi, fate qualche respiro profondo immaginando di espellere tutto ciò che non vi appartiene, e ricentratevi.

Queste non sono pratiche mistiche, ma una vera e propria igiene energetica. Proprio come ci laviamo le mani dopo essere stati in un luogo pubblico, dovremmo imparare a ripulire la nostra aura per mantenere la nostra chiarezza mentale ed emotiva.

Padroneggiare queste semplici tecniche vi permetterà di navigare anche gli ambienti più caotici senza sentirvi prosciugati, trasformando un’esperienza potenzialmente stressante in un semplice transito.

Cosa sono le linee energetiche della terra e come influenzano il vostro sonno o salute ?

Così come il corpo umano possiede un sistema circolatorio per il sangue e una rete di meridiani per l’energia (il Qi nella medicina cinese), anche il nostro pianeta è attraversato da una complessa rete di canali energetici, spesso chiamate « linee ley » o « linee energetiche ». Queste correnti di energia terrestre scorrono attraverso la superficie del globo e si intersecano in punti specifici, creando vortici o nodi di particolare intensità. Gli antichi erano profondamente consapevoli di queste linee, tanto che molti siti sacri, dai cerchi di pietre alle grandi cattedrali, sono stati costruiti proprio su questi nodi energetici. La nostra sensibilità a queste linee non è scomparsa, ma è spesso sepolta sotto il rumore della vita moderna.

Dormire o lavorare per molte ore al giorno sopra una di queste linee, o peggio, su un loro incrocio (un « nodo geopatogeno »), può avere un impatto significativo sulla nostra salute e sul nostro benessere. L’energia costante di queste linee può interferire con i delicati processi biologici del nostro corpo, in particolare durante il sonno, quando siamo più vulnerabili e ricettivi. Un sonno disturbato, incubi ricorrenti, una sensazione di non aver riposato o problemi di salute cronici senza una causa medica apparente possono talvolta essere collegati a uno stress geopatico. Gli animali, ancora una volta, sono ottimi indicatori: i gatti amano dormire sui nodi geopatogeni, mentre i cani li evitano accuratamente.

L’ambiente moderno ha ulteriormente complicato la situazione. Il nostro campo energetico personale, il Qi, si estende oltre il corpo e interagisce costantemente con le forze ambientali. Come suggerisce la saggezza antica, questa interazione è naturale, ma oggi è disturbata. Secondo un’analisi sulle energie ambientali, le interferenze moderne come le reti Wi-Fi, i cablaggi elettrici e le antenne di telefonia possono deviare, bloccare o « inquinare » il flusso naturale di queste linee terrestri, creando un ambiente energetico ancora più caotico e stressante per il nostro sistema. Osservare la crescita anomala delle piante d’appartamento o notare crepe ricorrenti sui muri in punti specifici può essere un altro indizio della presenza di queste tensioni energetiche nel vostro spazio vitale.

Mappare queste influenze in casa propria non richiede necessariamente l’intervento di un radiestesista esperto. Si può iniziare con l’osservazione attenta dei segnali che la natura e il nostro stesso corpo ci inviano, come abbiamo visto per la diagnosi energetica delle stanze.

Spostare un letto o una scrivania di appena un metro può a volte fare una differenza sorprendente, dimostrando quanto siamo intimamente connessi alla terra che abitiamo.

Perché la ghiandola pineale calcificata blocca la vostra visione interiore e come riattivarla ?

Al centro del nostro cervello si trova una piccola ghiandola a forma di pigna, la ghiandola pineale. Per secoli, le tradizioni mistiche l’hanno definita il « terzo occhio », la sede della visione interiore, dell’intuizione e della chiaroveggenza. Oggi la scienza sa che la pineale regola i cicli sonno-veglia producendo melatonina. Ma la sua funzione potrebbe essere molto più vasta. Questa ghiandola è estremamente sensibile alla luce e si ritiene che giochi un ruolo nella produzione endogena di sostanze psicoattive come la DMT, molecole che potrebbero essere alla base delle esperienze mistiche e intuitive. Il problema è che, con l’avanzare dell’età e a causa del nostro stile di vita, la ghiandola pineale tende a calcificarsi, accumulando depositi di fosfato di calcio.

Una ghiandola pineale calcificata è come una finestra impolverata: la luce fatica a passare. Questo processo di « indurimento » può ostacolare le sue funzioni sottili, attenuando la nostra capacità di sognare lucidamente, di avere intuizioni chiare e di percepire le realtà non ordinarie. L’esposizione costante a fluoro (nell’acqua e nei dentifrici), a un’alimentazione processata e soprattutto all’inquinamento luminoso (in particolare la luce blu degli schermi prima di dormire) sono tra i principali fattori che accelerano la calcificazione. La buona notizia è che questo processo non è irreversibile. È possibile intraprendere una sorta di « ginnastica pineale » per riattivarla.

Persona in meditazione all'alba con luce naturale che illumina il volto

Le pratiche di riattivazione si concentrano su luce, suono e intenzione. Il « Sun Gazing », l’esposizione controllata e sicura degli occhi chiusi alla luce dell’alba e del tramonto, è una tecnica antica per stimolare direttamente la ghiandola. Allo stesso modo, ridurre drasticamente l’esposizione alla luce blu nelle ore serali e praticare la meditazione nel buio più completo può stimolare la produzione di melatonina e altre sostanze benefiche. Anche il suono è un potente strumento: l’ascolto di specifiche frequenze, come il Solfeggio a 936 Hz o suoni binaurali mirati, può aiutare a « decalcificare » la ghiandola a livello vibrazionale. Uno studio del Trinity College di Dublino, sebbene datato al 2025 nelle fonti disponibili, ha evidenziato come la meditazione possa influenzare la struttura fisica del cervello, suggerendo che la pratica meditativa è associata a una ridotta calcificazione della ghiandola pineale rispetto ai non meditatori.

La visualizzazione craniosacrale, che consiste nel « massaggiare » energeticamente la ghiandola con l’intenzione e il respiro, è un’altra tecnica avanzata che combina la concentrazione mentale con la percezione corporea per risvegliare questo centro fondamentale della nostra biologia spirituale.

Riattivare la pineale non significa sviluppare superpoteri, ma ripristinare una chiarezza interiore e una capacità intuitiva che sono un nostro diritto di nascita.

Perché il bagno di sale è il metodo più antico ed efficace per resettare la propria aura ?

In un mondo saturo di energie complesse, dalle onde Wi-Fi alle emozioni altrui, il nostro campo aurico ha bisogno di una « doccia » regolare tanto quanto il nostro corpo fisico. Tra i tanti metodi di purificazione energetica, il bagno di sale rimane il più semplice, antico ed universalmente efficace. La sua potenza risiede in due principi fondamentali: le proprietà chimico-fisiche del sale e la sua memoria vibrazionale. Il sale è un cristallo e, come tale, ha la capacità di assorbire, neutralizzare e trasmutare le energie. Quando sciolto in acqua, crea una soluzione con una potente carica ionica in grado di « estrarre » dal nostro campo energetico le pesantezze, le tensioni e le informazioni disarmoniche accumulate durante la giornata.

Non tutti i sali sono uguali per questo scopo. Il sale rosa dell’Himalaya è ottimo per il radicamento e per ricaricare il corpo di minerali. Il sale di Epsom (solfato di magnesio) è impareggiabile per il rilassamento muscolare e per sciogliere i blocchi energetici legati allo stress. Il sale del Mar Morto, ricchissimo di minerali, offre una purificazione profonda e quasi « chirurgica ». La preparazione è semplice ma richiede intenzione. Sciogliere circa mezzo chilo di sale nella vasca da bagno riempita di acqua calda e rimanere immersi per non più di 15-20 minuti è sufficiente. Un tempo maggiore potrebbe iniziare a prosciugare la vostra energia invece di purificarla.

Per potenziare l’effetto, si può effettuare uno scrub a secco con sale grosso e un po’ d’olio prima di immergersi, per rimuovere meccanicamente il primo strato di « sporco » aurico. L’aggiunta di qualche goccia di oli essenziali come rosmarino (purificante), lavanda (calmante) o incenso (elevatore spirituale) può personalizzare ulteriormente il trattamento. Anche chi non possiede una vasca da bagno può beneficiare di questa pratica. Un pediluvio aurico concentrato, immergendo i piedi in una bacinella di acqua calda e sale, è sorprendentemente efficace, poiché i piedi sono una delle principali porte di scambio energetico con la terra. In alternativa, una « doccia salina », passando sul corpo un panno imbevuto di acqua e sale, può offrire un reset rapido.

Questo rituale, praticato una o due volte a settimana, non è un lusso, ma un atto essenziale di manutenzione per chiunque sia sensibile. È il modo più diretto per lavare via la stanchezza non solo fisica, ma anche psichica ed emotiva, e per resettare il proprio « strumento » percettivo.

Praticare regolarmente il bagno di sale vi restituirà una sensazione di leggerezza, chiarezza e rinnovata vitalità, pronti per affrontare il mondo con un’aura pulita e resiliente.

Da ricordare

  • La percezione sottile non è un « dono » ma un’abilità sensoriale basata sul corpo, che si allena partendo dal « sentire » (chiarosenzienza).
  • Le tue sensazioni fisiche (calore, pesantezza, brividi) sono il tuo linguaggio per decodificare l’energia di luoghi, oggetti e persone.
  • Mantenere una buona « igiene energetica » con tecniche di gestione del campo aurico (come la « pelle energetica ») e purificazione (come il bagno di sale) è fondamentale.

Come risvegliare la vostra chiaroveggenza naturale con esercizi sicuri e progressivi ?

Il desiderio di « vedere » l’aura è forte in chi si avvicina a questi temi, ma cercare di forzare la chiaroveggenza (visione chiara) senza aver prima sviluppato la chiarosenzienza (sentire chiaro) è come cercare di correre prima di saper camminare. È frustrante e controproducente. Il percorso più sicuro, progressivo ed efficace per risvegliare le proprie capacità percettive parte dal corpo. È attraverso il recupero della sensibilità tattile, termica e cinestesica a livello sottile che si costruiscono le fondamenta per una percezione più ampia e, infine, anche visiva.

L’allenamento inizia con il « Blind Tasting Energetico », un esercizio fondamentale per affinare la vostra capacità di sentire. Prendete diversi oggetti di materiali differenti (un cristallo, una foglia, una moneta di metallo, un pezzo di legno) e, a occhi chiusi, teneteli uno alla volta nel palmo della mano. Concentratevi unicamente sulle sensazioni: uno sarà più « denso », uno più « frizzante », uno « caldo », uno « freddo ». L’obiettivo è creare un personale vocabolario di sensazioni, associando ogni percezione a una qualità energetica. Questo semplice esercizio vi insegna a fidarvi del vostro tatto sottile più che della vostra vista.

Una volta presa confidenza con gli oggetti inanimati, la progressione naturale vi porta a interagire con esseri viventi, aumentando gradualmente la complessità: prima le piante, poi gli animali e infine le persone. Con le persone, un esercizio potente è lo « specchio empatico »: mettetevi di fronte a un amico fidato, in silenzio, e cercate di distinguere le vostre emozioni e sensazioni fisiche da quelle che percepite provenire da lui/lei. Questo allena la capacità di discernere « mio » da « tuo », una competenza cruciale per non essere sopraffatti dalle energie altrui. In questa fase, come nell’esercizio della « palla invisibile », percepire una leggera resistenza o formicolio tra le mani è un segno che il vostro campo energetico è attivo e reattivo.

Solo dopo aver costruito una solida base nella chiarosenzienza, la chiaroveggenza può iniziare a manifestarsi spontaneamente. Potrebbe non essere una visione di aure colorate come nei film, ma lampi di immagini interiori, una percezione più nitida dei contorni energetici degli oggetti, o la capacità di « vedere » con l’occhio della mente lo stato di un ambiente. Questo approccio graduale garantisce uno sviluppo equilibrato e integrato, senza fughe dalla realtà o squilibri psicologici.

Questo percorso di allenamento è il cuore della pratica. Per consolidare le basi, è fondamentale rileggere i passaggi della progressione graduale dal sentire al vedere.

Ricordate: la vostra sensibilità è già uno superpotere. L’unico compito che avete è imparare a parlarne la lingua, una lingua fatta non di immagini spettacolari, ma di sottili e veritiere sensazioni corporee.

Rédigé par Luca Bianchi, Terapeuta Energetico e Cristalloterapeuta, esperto in purificazione degli ambienti e bioenergetica. Specializzato nella gestione delle energie sottili per persone ipersensibili (HSP) e nella creazione di scudi energetici urbani.